3 settembre 2007

sulle scelte di vita

Un post serio. Tanto per cambiare un po'.

Una zia mi ha scritto una lettera - di carta, vera, uao!- sulla mia scelta. Nella lettera c'erano due poesie. Una di Costantino Kavafis, una di Emily Dickinson.

Copierò qui la seconda, che come dice mia zia "la dickinson perchè subito da il senso dell'alzarsi in piedi da uomo"

“Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.”

Capita, ogni tanto di essere chiamati ad alzarci. Non so bene quando mi è successo, ma... un anno fa (esattamente un anno fa) ho fatto una vacanza molto bella... che... beh, alla fine è stato il richiamo.

A voi è mai capitato di essere chiamati?

4 commenti:

Alessandto ha detto...

Si a me è capitato di essere chiamato.
"Achille! Achille!" Chi glielo spiega al mio tintore che mi sta chiamando col cognome di mia moglie e pure sbagliato???

Gata da plar ha detto...

non lo so... potrebbe anche essere successo... se la poesia intende "grandi gesta" forse no... credo che dovrebbero essere gli altri, le persone che ci vogliono più bene (come evidentemente lo è tua zia :) ) a riconoscere quando "siamo stati chiamati ad alzarci"... io di un mio carissimo amico ho notato l'abbassamento... e gli ho regalato un libro non tanto per il contenuto quanto per il titolo "STORIA DI UN'AQUILA CHE SI CREDE UN POLLO" per fargli capire che è un grande anche se in questi ultimi 2-3 anni lo vedo sempre molto giù... mi piacerebbe tanto sentirlo un giorno scoppiare di gioia, ridere di cuore, essere soddisfatto di quello che ha e non scontento per quello che non ha... ma vabbè...
Ah... mi ha incuriosito la storia della vacanza... :P
Ciaooooooooooooooooooo

arry ha detto...

@alessandto: sposa anche tu achille milena!
@gata da plar: la questione del tuo amico è indubbiamente interessante, ma ne parleremo magari in privato. E la questione della vacanza... questo non è il blog giusto per parlarne: tendo sempre a lasciare le questioni personali, magari un po' più "intime" come questa, fuori da questo racconto. Anche se spesso le cose sono inscindibili, come il motivo di prendere casa da solo...

Gata da plar ha detto...

Scusa se ti ho fatto una domanda così personale... sono stata indiscreta senza volerlo... è che voi due avete alcune cose in comune - perfino il nome :) - e tendo anche a scordare che quello che scrivo lo può leggere chiunque :)
Sentiamoci via e-mail allora, se ti va ok? Un abbraccio!